ROMA, 5 set – OSTIA, AZIONE DIMOSTRATIVA DI CASAPOUND CONTRO ASSOBALNEARI: ‘ECCO I SOLDI, RIDATECI IL MARE’ – Un centinaio di sacchi neri con il simbolo dell’euro ed uno striscione di dieci metri lasciati davanti alla sede dell’Assobalneari, associazione dei proprietari degli stabilimenti balneari che fa capo all’imprenditore Renato Papagni, ad Ostia, sul litorale romano. ‘Ecco i soldi, ridateci il mare’, questa la frase che questa mattina si poteva leggere sullo striscione posto come firma dell’ultima azione dimostrativa di CasaPound Italia, messa in atto “per denunciare le irregolarità e gli abusi che vengono commessi ogni anno sulle spiagge demaniali di Ostia, dall’accesso libero agli arenili che quasi mai viene concesso ai cittadini, alle colate di cemento sul lungomare che hanno reso inacessibile ed invisibile il mare.” A spiegare l’azione è Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia nel XIII Municipio. “Si sono comprati il mare, lo hanno sequestrato e consentono ai cittadini di vederlo soltanto pagando una tassa e offrendo servizi a prezzi spropositati. Ed ora Papagni e soci – ha dichiarato Marsella – si lamentano della crisi e del calo dei bagnanti, provando così a giustificare il solito aumento annuale dei prezzi esagerato. Forse qualcuno si dimentica che a fronte di guadagni smisurati, i titolari degli stabilimenti pagano canoni di affitto bassissimi che non subiscono aumenti da anni. Oggi l’affitto di uno stabilimento di 5000 metri quadri costa meno di quello di una casa popolare, per non parlare poi dei finanziamenti pubblici che i signori dell’Assobalneari spesso ricevono per ristrutturazioni e nuove costruzioni. Non permettono ai cittadini l’accesso al mare, pretendendo che venga pagato l’ingresso, anche se per legge i titolari delle concessioni dell’area marittima demaniale hanno ‘l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione’. Hanno privatizzato e cementificato tutto, costruendo un vero e proprio muro sul lungomare che impedisce la vista del mare, andando anche in questo caso contro la legge. Come se non bastasse le concessioni demaniali vengono puntualmente rinnovate in assenza di qualsiasi gara pubblica che sia possibile verificare. Un mare di soldi per gli imprenditori dell’Assobalneari che, probabilmente grazie ad amicizie e legami politici a destra come a sinistra, rinvestono prontamente in grandi opere come il polo natatorio. Siamo di fronte ai veri padroni di Ostia, ai quali la politica non ha il coraggio di mettere i bastoni tra le ruote perchè non sarebbe conveniente a livello elettorale. Noi non abbiamo bisogno di voti – ha concluso Marsella – e siamo intenzionati a smascherare ed a combattere gli abusi che da anni vengono commessi dai titolari degli stabilimenti. Invitiamo tutte quelle associazioni, comitati e cittadini che già hanno provato a scagliarsi contro la prepotenza degli imprenditori balneari a fare fronte comune in questa battaglia, di cui l’azione di oggi ha soltanto segnato l’inizio. Oggi chiediamo che il mare sequestrato, venga rilasciato e riconsegnato ai cittadini.” 5-SET-09 8.00 NNN FINE DISPACCIO (www.tredicesimononconforme.org – www.casapound.org – tel. 347/9580248)
Le foto dell’iniziativa



Il volantino dell’iniziativa
























